Ecologia delle Acque

Il pacchetto „Ecologia delle Acque“ del Progetto Interreg IV Italia-Austria – La sistemazione delle aree fluviali alpine nel rispetto del paesaggio locale – riguardava i seguenti temi/compiti:
· Rilievo e prima valutazione dello stato ecomorfologico del Torrente Passirio nel tratto di progetto
· Analisi dei dati rilevati e disponibili sugli ostacoli alla transitabilità ittica del Passirio nel tratto di progetto
· Analisi e valutazione dei dati esistenti sulla fauna ittica (Ufficio Caccia e Pesca della Prov. Aut. di Bolzano)
· Rilievo delle prese idriche esistenti (prese irrigue) all’interno del tratto progettuale ed analisi delle ripercussioni dell’uso dell’acqua a monte del tratto stesso
· Analisi e valutazione dei dati esistenti sulla qualità biologica dell’acqua (Laboratorio Biologico della Prov. Aut. di Bolzano) ed attualizzazione in base al campionamento ed all’analisi di due ulteriori punti di campionamento.
Sulla base dei rilievi diretti e dei dati disponibili da varie fonti si può definire la funzionalità ecologica del tratto del T. Passirio – struttura morfologica, dinamica del deflusso, macrozoobentos e qualità biologica, ambiente e popolamento ittico – nettamente superiore a quella di corsi d’acqua urbani comparabili del territorio provinciale ed al di fuori dello stesso.
Lo stato soddisfacente deriva da una serie di fattori in buona parte collegati allo sviluppo storico della città.
Molto probabilmente la serie plurisecolare di eventi di piena catastrofici ebbe in tal senso anche un ruolo “positivo”: Non fu necessario calcolare i limiti del “fattibile” perché questi venivano indicati molto chiaramente dalla natura stessa. L’alveo mantenne così una larghezza che nel rapporto col singolo bacino imbrifero è per
lo meno doppia rispetto a quella d’altri corsi in ambito urbano. Il dimensionamento dell’alveo del Passirio a Merano è quindi uno dei presupposti più importanti per il mantenimento d’un corso d’acqua che esiste ancora non soltanto come canale di deflusso ma anche come habitat ed ecosistema.
Lo stato del torrente dipende peraltro anche da una serie d’altri fattori, ad esempio la qualità chimica dell’acqua, l’intensità dell’uso del suolo nel bacino imbrifero e specificamente nel fondovalle, l’idrologia. Tra di essi hanno un ruolo particolare gli influssi relativamente modesti sull’idrologia. Il fatto che il tratto basale del torrente sia risparmiato dalle incisive pulsazioni del deflusso originate dalla gestione degli impianti
idroelettrici a serbatoio è un presupposto indiscutibile per il mantenimento della qualità e della funzionalità ecologica del tratto fluviale in oggetto.
In considerazione dello stato del corso d’acqua e della principale finalità specifica del progetto – la sistemazione delle aree fluviali alpine nel rispetto del paesaggio locale – possono essere avanzate infine le seguenti proposte che riguardano sia la tutela del corso d’acqua che la percezione e l’apprezzamento più ampi possibile da parte degli abitanti e degli ospiti dell’affascinante varietà e delle articolate funzioni del T. Passirio.

a) Impedimento di qualsiasi sviluppo dell’uso idroelettrico nel bacino imbrifero in grado di produrre pulsazioni del deflusso perché in tal modo cadrebbe uno dei presupposti fondamentali d’un ecosistema ben funzionante.
b) Abbassamento mirato di aree parziali della superficie boschiva di Lazago in forma d’un ramo laterale tipico del biotopo con estese aree immerse e piccole isole. È possibile in tal modo accentuare/rafforzare il carattere di bosco rivierasco dell’area. Gruppi faunistici favoriti: libellule, anfibi, uccelli.
c) Interventi e piani di gestione mirati alla netta riduzione di neofite in parte invasive nella vegetazione ripariale.
d) Miglioramento della transitabilità ittica di alcune opere trasversali (erezione di rampe scabre in massi ciclopici di maggiore sviluppo longitudinale, in particolare nel caso della briglia/rampa all’estremità superiore del tratto fluviale in oggetto.
e) Allestimento d’un percorso fluviale informativo lungo il Passirio cittadino: 9-12 stazioni con pannelli su:
e.6. gli aspetti idraulici e lo sviluppo storico dell’insediamento „lungo il torrente disastroso“ (ca. 3-4 pannelli: eventi di piena ed esondazioni, difesa idraulica storica ed attuale, carte storiche; dinamica stagionale del deflusso del corso d’acqua influenzato da un bacino imbrifero in parte occupato da ghiacciai; sviluppo della città);
e.7. le essenze legnose autoctone ed esotiche (ca. 2 pannelli; ipotesi: semplice chiave di
determinazione per le 10-15 specie arboree ed arbustive più comuni);
e.8. l’avifauna lungo il Passirio (ca. due/tre pannelli);
e.9. la biologia specifica delle acque ed il rapporto tra la varietà d’organismi e l’equilibrio ecologico (ca. due/tre pannelli: tipici organismi del macrozoobentos; foto macro di forte impatto ed ottima qualità)
e.10. la fauna ittica specifica (almeno tre pannelli: trota marmorata, temolo, scazzone: le esigenze vitali delle diverse specie ittiche, le migrazioni longoitudinali, Adige-Passirio- Adige, gli ostacoli naturali ed artificiali al transito dei pesci secondo la specie e le prestazioni di nuoto e salto caratteristiche; sarebbe il caso di erigere i pannelli in punti dai quali risulti semplice l’osservazione dei pesci, in particolare durante il periodo riproduttivo - marzo/aprile per il temolo, novembre/dicembre per le trote; un pannello su Ubald Schiefer, pescatore, proprietario di diritti di pesca ed acquicoltore del Passirio meranese parrebbe un contributo interessante ed adeguato.